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Rapporti con i genitori separati o divorziati ai tempi del Coronavirus

Rapporti con i genitori separati o divorziati ai tempi del Coronavirus

Ciao ragazzi! Oggi vi spiegherò cosa succede ai rapporti con i genitori separati o divorziati in questi giorni di divieti e restrizioni, a causa della diffusione del Coronavirus o Covid19.

Ci sono state infatti molte decisioni , una da parte del Tribunale di Milano dopo il decreto 8 Marzo 2020 e altre da parte dei Tribunali di Bari, Napoli, Lecce e Matera dopo il decreto 22 Marzo 2020.

Vediamo cosa accade normalmente

Generalmente, in caso di separazione o divorzio dei genitori, il giudice affida il bambino o il ragazzo ad uno dei due, dando un preciso calendario di visite per la frequentazione con l’altro genitore. Ad esempio, sei stato affidato alle cure di tua madre, ma vedi regolarmente il tuo papà nel fine settimana e durante le festività i tuoi genitori si occupano a turno di te.

Ma cosa accade durante l’emergenza coronavirus?

All’inizio dell’epidemia, dopo il decreto 8 Marzo 2020, questa domanda è stata posta al Tribunale di Milano. E, successivamente, dopo il decreto 22 Marzo 2020, sono state presentate altre domande nei vari Tribunali d’Italia. Ecco brevemente il caso di Milano: un papà separato, con affidamento condiviso dei bambini, ha chiesto urgentemente al Tribunale di Milano di poter esercitare il suo diritto di visita a causa del trasferimento dei bambini con la madre in un altro Comune durante questa emergenza.

Gli spostamenti, in questo momento di emergenza, sono stati vietati.
Come sappiamo, infatti, il decreto di giorno 8 Marzo 2020 ha permesso eccezionalmente le uscite per motivi di lavoro, necessità e salute e per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Cosa aveva deciso il Tribunale di Milano?

Il Tribunale di Milano aveva affermato che i genitori devono attenersi agli accordi presi durante la separazione. Per il Tribunale, infatti, l’art. 1 del decreto 8 Marzo 2020 non impedisce di attuare le disposizioni di affido dei minori e consente gli spostamenti finalizzati a rientri presso la residenza o il domicilio, quindi nessuna “chiusura” di ambiti regionali può giustificare la violazione dei provvedimenti presi in sede di separazione o divorzio.

Il Governo, inoltre, sul proprio sito istituzionale nella sezione “domande frequenti” al punto 13, ha precisato che: «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio».

Cosa vuol dire?

Vuol dire che gli accordi presi durante la separazione o il divorzio dei tuoi genitori prevalgono, cioè vengono prima delle regole che sono state imposte adesso per fronteggiare il virus. Quindi, tuo padre o tua madre devono poterti vedere, anche se c’è l’epidemia in corso. Questo è quello che ha stabilito il Tribunale di Milano l’11 Marzo 2020.

Chiaramente, il giudice ha stabilito che è CONSENTITO per il genitore separato o divorziato vedere i minori, quindi un eventuale spostamento per poter raggiungere i propri figli è perfettamente lecito, ma resta alla propria coscienza di genitore e di persona responsabile stabilire cosa è più giusto fare in questi giorni di quarantena, se è opportuno e prudente vederli in questi giorni di emergenza.

Ad esempio, se uno dei tuoi genitori è stato a contatto con persone contagiate o svolge un lavoro in forza del quale è esposto al rapporto con altre persone, sarebbe più ragionevole e saggio che dicesse all’altro di prendersi cura di te in questi giorni.

Cosa hanno deciso i Tribunali dopo il decreto 22 Marzo 2020?

I Tribunali di Bari, Napoli, Lecce, Matera hanno invece risolto diversamente i casi di gestione dei rapporti con i figli minori da parte dei genitori separati sollevati dopo il decreto del 22 Marzo 2020 e dopo l’ordinanza dei Ministri della Salute e dell’Interno di divieto di trasferimento e di semplice spostamento di persone in un Comune diverso da cui ci si trova.

IL CASO DI BARI: riguarda una coppia separata con affidamento condiviso dei figli che vivono con la mamma in una città diversa da quella del papà. La madre si rivolge al Tribunale di Bari per avere chiarezza sul diritto di visita del padre che vive in un’altra città. Il Tribunale di Bari ha deciso di sospendere gli incontri del padre con i figli fino a quando non sarà superata l’attuale emergenza. Il Tribunale ha infatti ritenuto che fra i due diritti riconosciuti dalla Costituzione, cioè il diritto alla vita familiare (articoli 29 e 30 della Costituzione) e il diritto alla salute (art. 32 della Costituzione) debba ritenersi assolutamente prevalente la tutela del diritto alla salute dei minori rispetto al diritto di visita del padre.

È ovviamente importantissimo che tu possa vedere sempre l’uno e l’altro genitore, ma in alcuni momenti, come in questo caso, occorre fare delle scelte previdenti per tutelare la salute.

Il tuo diritto alla salute in questo periodo di emergenza prevale su tutto e, come ha aggiunto il Tribunale di Bari, le visite riprenderanno quando il papà potrà raggiungere i figli senza pericoli per la loro salute. Inoltre il Tribunale ha stabilito che la madre, nel frattempo, deve favorire i contatti audio e video, anche più volte al giorno, tra padre e figli.

Anche il Tribunale di Napoli ritiene che le visite non possono più implicare spostamenti di minori, ma la frequentazione viene assicurata tramite colloqui da remoto, anche con videochiamate.

Il Tribunale di Lecce ha deciso anche per la sospensione degli incontri dei minori con il genitore non collocatario (cioè il genitore col quale non vivono i minori) a causa dei provvedimenti emergenziali volti a contrastare la diffusione del Coronavirus, dichiarando però che il genitore collocatario (quindi il genitore con cui i minori vivono) deve garantire i collegamenti in videochiamata almeno una volta al giorno, per consentire all’altro genitore di avere rapporti continuativi con i figli.

Anche il Tribunale di Matera ha stabilito che fra i due diritti egualmente riconosciuti dalla Costituzione, prevale quello del diritto alla salute in questo particolare momento, considerando anche che il sacrificio richiesto riguarda un limitato periodo temporale.

Occorre rispettare tutte le regole che ci sono state imposte per il bene della nostra salute e per quella degli altri, e soprattutto, per far sì che questa situazione finisca il più presto possibile.

Rispettiamo le regole e restiamo a casa! Grazie per la vostra attenzione! Al prossimo articolo 🙂



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